Anoressia, un pianeta tutto da esplorare

di Dario Voltolini

Evento medico scientifico italiano a Miami il 23 marzo scorso.

Il dottor Lorenzo Bracco, medico e psicoterapeuta, ha presentato il suo libro «ANOREXIA, The Real Causes: Blood Types and Trauma», vincitore del Premio Cesare Pavese, Medici Scrittori Saggistica. È stata la terza presentazione del suo lavoro negli USA, dopo quelle fatte agli Istituti Italiani di Cultura di Chicago e di Los Angeles, di cui avevamo dato notizia su queste pagine. La conferenza è stata organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Miami con la cura personale della Console, Hon. Gloria Marina Bellelli, che ha introdotto i lavori insieme con il Dr. Rick A. Soria, Presidente del Wolfson Campus al Miami Dade College. L’altra importante realtà italiana che ha reso possibile questo evento è la Miami Scientific Italian Community diretta da Dr. Fabio De Furia.

Qual è il nocciolo del lavoro di Bracco? Ci sono diversi tipi di anoressia, con cause diverse e sviluppi diversi. La più grave, con alto tasso di mortalità, è quella adolescenziale femminile, che insorge nelle ragazze adolescenti e può in seguito ripresentarsi in altri momenti delle loro vite. Gli studiosi concordano sul fatto che abbia diverse concause. Per fare solo alcuni esempi, di solito il quadro della giovane anoressica presenta rapporti disfunzionali (con se stessa, con la madre, con il padre, con l’ambiente che la circonda), la sua famiglia ha abitudini alimentari scorrette, le persone della famiglia hanno una comunicazione affettiva ed emozionale anch’essa disfunzionale.

La visione di Bracco sull’anoressia adolescenziale femminile ne riconosce tutte le concause, ma aggiunge un particolare in più.

Circa vent’anni fa Bracco stava visitando una giovane donna accompagnata dalla madre. La giovane fin dall’adolescenza e a più riprese aveva sofferto di anoressia. La gestazione e il parto erano stati difficili, con distacchi di placenta ed emorragie. Compilando la cartella clinica, Bracco le chiese qual era il suo gruppo sanguigno, se 0, A, B oppure AB. A quel punto la madre, molto allarmata, cominciò a ripetere: “Mia figlia non ha il mio stesso gruppo sanguigno!” Bracco fu molto stupito da questa inaspettata reazione e da quel momento in poi domandò a tutte le donne colpite da anoressia adolescenziale femminile e alle loro madri quali fossero i rispettivi gruppi sanguigni. La risposta negli anni è stata sempre la stessa: gruppi sanguigni diversi.

Questa idea, nata per puro caso, ha condotto Bracco ad avere una casistica senza alcuna eccezione. Ciò non significa che tutte le ragazze con gruppo sanguigno diverso da quello della madre siano anoressiche, ovviamente. Significa però che “solo” quelle con gruppo sanguigno diverso da quello della madre lo sono. Dunque la teoria di Bracco è che tutte le concause dell’anoressia adolescenziale femminile necessitino di una condizione a monte per scatenare la malattia, cioè che madre e figlia abbiano gruppi sanguigni diversi e che siano venuti in contatto durante la gravidanza o alla nascita. Tale contatto tra globuli rossi è impedito, in condizioni normali, dalla placenta che permette solo lo scambio delle sostanze nutrienti e di ossigeno e anidride carbonica. Il contatto fra gruppi sanguigni incompatibili è gravissimo: in caso di trasfusione sbagliata si rischia la vita. Con sole poche gocce non si muore, ma entra in allarme tutto il sistema immunologico, neurovegetativo, fisiologico ed emozionale della persona. È un allarme che, non curato, potrebbe perturbare il rapporto tra madre e figlia per tutta la vita e sarebbe il terreno su cui tutte le concause dell’anoressia adolescenziale femminile si radicherebbero per condurre alla malattia.

Al termine della conferenza Bracco ha fatto una richiesta di solidarietà: a tutti ha domandato di chiedere i gruppi sanguigni delle ragazze anoressiche “e anche delle loro madri”. Se la tesi è confermata si possono fare diagnosi tempestive di anoressia adolescenziale femminile. E si può fare un’ipotesi di rischio ben prima dell’adolescenza, addirittura alla nascita. In questa prospettiva si salverebbero molte vite, poiché l’alta mortalità dipende da diagnosi tardive.

Nell’ultima “slide” della conferenza Bracco ha chiesto di inviargli per e-mail i risultati di questa indagine. La riportiamo anche qui, per diffondere ulteriormente la richiesta di solidarietà: lorenzobracco4@gmail.com.

Nella foto, Lorenzo Bracco, Rick A. Soria e Gloria Marina Bellelli durante l’incontro a Miami (Florida)

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